"Concerto fragile"

Lo spettacolo della Casa degli Alfieri in scena a Portacomaro
Originale esibizione sonora alla Casa della musica

   Venerdì 8 marzo tutti gli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola 
   primaria di Portacomaro hanno assistito allo spettacolo ideato
   e realizzato dalla Casa degli Alfieri.

Ecco come lo hanno raccontato i bambini
delle classi seconde e terze.

Noi siamo abituati a sentire i suoni della natura, anche perché ne siamo circondati, quindi non li ascoltiamo più e non ne sentiamo la bellezza. Paola e Alessandra, le attrici, hanno proprio voluto raccontarci come è bello sentire i suoni naturali; l’hanno dimostrato con lo spettacolo intitolato “Concerto fragile”.
La sceneggiatura era fatta con un grande telo bianco con degli ombrelli appesi, dei campanellini, delle finestrelle che si aprivano e tanti strumenti inventati.
Le due attrici, vestite con dei buffi abiti, facevano suoni molto divertenti e belli e mi facevano tanto ridere.
All’inizio Paola ci ha parlato un po’ dello spettacolo e ci ha detto cosa fare: usare gli occhi per osservare, il naso per respirare e tenere la bocca chiusa.
Lo spettacolo era fatto di tanti suoni e poche parole, infatti era un concerto di suoni.
Per riprodurre il suono della pioggia hanno usato dei semi facendoli cadere sopra dei bicchieri a calice, sembrava proprio di essere sotto un ombrello quando piove. Era molto rilassante.
Per il fuoco invece hanno usato dei gusci di noccioline e li frantumavano con le mani, riproducendo il suono del crepitio della legna che brucia nel camino.
Per fare il suono della neve usavano una specie di cetra che produceva un suono acuto e squillante.
Con delle carrube hanno imitato il suono degli uccelli in volo nella tempesta, poi ancora il suono del temporale che si stava avvicinando.
Il suono degli occhi era fatto con due castagne che rendevano gli occhi felici o tristi al ritmo del suono del flauto, facendoci ridere.
Ricordo il suono del tempo che passa: l’amica di Paola teneva un orologio che taceva tic tac tic tac, intanto Paola teneva una piccola foglia in mano, che si muoveva al ritmo dei secondi e diventava sempre più grande, per mostrare che il tempo era passato.
I suoni erano davvero tanti: suono degli occhi, suono di mela, suono di vento, suono di ali, concerto di stelle, suono di fuoco e  suono di vento, che faceva muovere i fiori. Molti suoni sembravano veri.
Verso la fine hanno distribuito a tutti i bambini una busta di semi, l’abbiamo scossa tutti contemporaneamente inventando il suono delle onde del mare quando arrivano a riva: un suono bellissimo che se chiudevi gli occhi sembrava vero.
Nell’ultima scena hanno imitato il suono di una lumaca che strisciava: è stato molto divertente perché il piede della lumaca era lento, mentre il guscio andava veloce.
Infine ci siamo messi tutti quanti ad applaudire perché sono state molto brave.
E’ stato molto bello perché ho scoperto che tutto quello che mi circonda è musica. Io vorrei che tutti i concerti fossero così.
Con questo spettacolo ho capito che ci sono tanti suoni intorno a noi e li possiamo suonare e rappresentare contemporaneamente.
E’ stato uno spettacolo favoloso, divertente e istruttivo.