Fresco di stampa: Infolio n.1 2014-15

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La Buona Scuola… Ci abbiamo pensato?
 
Qualcuno ha risposto al questionario? Sì, no… perché?
Rispondo al questionario? Sì?...No?
Questo è stato per un po’ il dubbio amletico che non sapevo risolvere. Perché? Per le perplessità che la lettura del documento mi aveva suscitato?
Forse… ma soprattutto perché non mi piaceva l’idea di rispondere individualmente e avrei preferito che si fosse attivato un confronto ampio, non solo con le colleghe della mia scuola, come in effetti abbiamo tentato di fare, ma anche con gli altri insegnanti dell’Istituto.
Poveri noi insegnanti! In effetti ci capita un altro documento, tra capo e collo, che si va ad aggiungere a quelli precedenti senza troppi collegamenti evidenti, e ci viene suggerito di dire la nostra. Noi, che siamo sempre alle prese con le emergenze di tutti i giorni, che non sono procrastinabili, fatichiamo a trovare il tempo e le energie per esprimere il nostro parere su un documento che ci riguarda così da vicino.
Eppure, alla fine, terminata la consultazione sulla Buona Scuola, si scopre che le risposte al questionario sono state 100.000, con 15 mila commenti inviati e 3.500 proposte pervenute.
Viene da domandarsi quanti di questi siano stati compilati da insegnanti o da persone che hanno a che fare direttamente con la scuola ogni giorno.
Confesso che, pur avendo avuto a disposizione due mesi, da quando è uscito il documento, mi sono ridotta a compilare il questionario nel tardo pomeriggio dell’ultimo giorno utile.
Allora perché l’ho fatto? Perché credo che sia importante non lasciarci cadere le decisioni dall’alto senza esprimerci e che sia preferibile almeno tentare di dare il nostro parere, anziché limitarci poi a lamentarci che quanto deciso da altri non aiuta a migliorare la scuola.
Certo il primo impulso sarebbe quello di dire: “Ma tanto fanno quello che vogliono! Figurati se tengono conto di cosa posso aver scritto io! Tanto poi a scuola faccio quello che voglio! I documenti passano, si susseguono, a scuola poi mi devo arrangiare io!”
Ma è poi così vero che i documenti succeduti e le decisioni che si sono prese sulla scuola ci hanno consentito di continuare a lavorare come avremmo voluto?
O invece c’è forse stato un progressivo peggioramento delle condizioni in cui ci troviamo a lavorare.
Alla fine, insomma, ho deciso di provare ad esprimere il mio parere perché, con tutti i limiti che il documento ha rilevato, apprezzo almeno che ci sia stata data la possibilità di farci delle domande e tentare delle risposte.
Con ciò non ho esaurito i miei dubbi.
Anna
Personalmente ...
… ho scritto il mio commento sul sito del Ministero, relativo alla “Buona Scuola”:
indipendentemente dalla fede politica, mi premeva che qualcuno nelle “alte sfere” leggesse che trovo dispendiosa, inutile e mal strutturata la somministrazione dei Test Invalsi e che vorrei tornasse l’esame di V elementare, poiché ritengo che sia corretto far provare ai bambini l’esperienza di una difficoltà da affrontare prima dell’adolescenza.