Caritin

La seconda domenica dopo Pasqua, si ricorda la distribuzione di pane ai poveri del paese che la Congregazione di Carità effettuava periodicamente. Questa tradizione trae origine da un editto di Vittorio Amedeo, re di Sicilia, che, con un’ordinanza del 20 Marzo 1720, imponeva anche alla comunità di Portacomaro, tramite la Congregazione di Carità, di assistere i poveri “d’un competente e giusto alimento, sì per l’Anima, che per il corpo”.

Caduta nel dimenticatoio per qualche decennio, l'usanza fu ripristinata nel 1969 e chiamata "Festa del Caritin", prendendo il nome dalla tipica focaccia dolce portacomarese, i cui ingredienti sono farina, zucchero e uova.

La Festa si incentra sulla vendita delle Carità, dolci preparati dalle famiglie del paese e benedetti durante la funzione religiosa. I "Caritin" vengono poi donati alla Parrocchia per essere venduti all’asta, il cui ricavato viene devoluto ad opere di carità e di assistenza ai bisognosi.

Per la preparazione dei Caritin, da qualche anno sono coinvolti anche gli alunni delle scuole.

Una rappresentanza dei nostri alunni, giovedì 16, sotto lo sguardo vigile della professoressa Silvia Brondolo, si è recata nei locali della Pro Loco per preparare i dolcetti destinati all'incanto domenica 19 aprile.

Le professoresse Silvia Brondolo e Laura Durando hanno anche presenziato domenica 19 al momento culminante dei festeggiamenti.

  Anna Ferrero