Testimonianza di Maria De Benedetti

Testimonianza della dottoressa Maria De Benedetti, letta dal dottor Burini, in occasione della cerimonia di conferimento delle borse di studio agli alunni portacomaresi il 13/12/2015.

Due note sull'autrice, anche se credo superflue, data la fama: psicologa dell'Educazione, ha diretto per molti anni il C.E.P. (Centro Educazione Permanente) del Comune di Milano ed ha ricoperto in passato la carica di vicesindaco di Asti; sorella dell'illustre teologo Paolo, è appartenente a una delle famiglie più note dell'Asti ebraica.
Al suo attivo numerosissimi libri e pubblicazioni di vario tipo.

 
Cari ragazzi,

oggi non c'è nessuna bidella che arrivi a questa premiazione con un cucchiaio in cui c'è, come premio, un grosso fagiolo bollito.

Ma di che stravaganza parlo? Dovete sapere che quando il mio papà aveva la vostra età (cioè nel 1897), frequentava ad Asti una scuola per ragazzini ebrei. La bidella di quella scuola aveva, evidentemente, una grande autorevolezza: tutti i giorni faceva il giro delle classi e chiedeva ai maestri: "Oggi, quale bambino è stato il più bravo"?

Il maestro, o la maestra, indicavano il piccolo virtuoso.

La bidella usciva dall'aula e, poco dopo, rientrava in tutta la sua maestà e porgeva, con un cucchiaio, un fagiolo bollito al bambino segnalato.

Oh, fascino irresistibile dei premi! Allora bastava un fagiolo...