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Fresco di stampa: Infolio n.1 2014-15

E' uscito il primo numero di Infolio 2014-15
In attesa di pubblicare il numero completo in formato pdf vi offriamo un assaggio.
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La Buona ( o cattiva) scuola
Ebbene sì
… ho compilato il questionario della Buona scuola di Renzi … sono riuscita nell’impresa dopo vari tentativi perché sul computer di casa (obsoleto) il questionario non si apriva.
Ma, essendo dotata di Internet sul cellulare, inforcati gli occhiali, posizionata a dovere una potente lente di ingrandimento finalmente … ce l’ho fatta!!!
Ho compilato diligentemente il questionario ed al termine mi sono chiesta: ma veramente, riordinando tutte le risposte date, emerge il quadro di una “buona” scuola? E quando la scuola merita l’appellativo di BUONA? Consideriamo, ad esempio, il primo capitolo, relativo al piano di assunzione di quasi 150.000 docenti.
Con le risposte che ho dato, i docenti che saranno assunti dovrebbero essere utilizzati, oltre che per le supplenze e per la copertura delle cattedre vacanti, per l’organizzazione di attività extra-curriculari e per sostenere gli studenti (quelli in difficoltà con attività di recupero formativo, quelli eccellenti attraverso corsi avanzati).
Gli insegnanti del futuro dovrebbero essere formati seguendo un percorso che preveda:
- soprattutto per gli insegnanti della scuola  primaria, il rafforzamento di discipline di base come grammatica, lingua italiana e matematica;
- insegnamenti di didattica innovativa che includano le lingue e le tecnologie informatiche;
- un percorso di abilitazione post-universitaria, ridotto nella durata se nel piano di studi del corso di laurea generica sono stati inseriti insegnamenti opzionali di pedagogia e didattica.
 Il concorso per l'ingresso nella scuola dovrebbe premiare:
  • i titoli di studio
  • l'esperienza didattica maturata
  • la competenza disciplinare specifica
  • le ricerche e le pubblicazioni
  • la capacità di trasmettere le conoscenze e di stimolare l’interesse della classe.
Questo è quanto richiedeva il questionario.
Ma … assumere 150.000 docenti (di cui alcuni, pare,non abbiano mai insegnato!!) si tradurrà effettivamente in un miglioramento della qualità della scuola?
Risolvere il problema delle sostituzioni sarebbe effettivamente una “buona” cosa ma, per migliorare e ampliare l’offerta formativa mediante la realizzazione di attività extra-curricolari e di percorsi avanzati per gli studenti “eccellenti” e di recupero per gli allievi in difficoltà, saranno sufficienti le risorse?
Le intenzioni sono BUONE ma i risultati potrebbero essere CATTIVI: penso alle aspettative che noi operatori scolastici tanti (troppi) anni fa abbiano nutrito nei confronti del cosiddetto organico funzionale che, concepito come un importante sostegno alla progettualità delle scuole, nei fatti si è tradotto in un organico…disfunzionale mirante semplicemente a contenere i costi!!
Prendendo poi in considerazione altri punti, ad esempio per quanto riguarda la valutazione della scuola ho risposto sostenendo che il miglioramento di una scuola dovrebbe essere giudicato:
1. dalla capacità di ridurre la dispersione scolastica (con quali risorse professionali? Con la stabilizzazione dei precari che, presumibilmente, saranno prevalentemente occupati nelle sostituzioni dei docenti assenti e nella copertura delle cattedre vacanti?)
2. dallo sviluppo dell’autonomia organizzativa e gestionale (come realizzarla in presenza di fondi statali pressoché inesistenti? Come attuarla se ormai l’attività amministrativa della scuola è, a mio parere, sempre più “burocratizzata” e intasata da mille adempimenti che ostacolano anziché facilitare l’attività didattica della scuola?)
3. dalla percezione della scuola da parte di studenti, genitori e personale tecnico amministrativo
Non parliamo, poi, della valutazione e della retribuzione dei docenti.
Il modello proposto prevede che il docente percepisca uno stipendio-base, cui vanno aggiunti specifici scatti di competenza triennali legati a impegno e qualità, che potranno essere assegnati solo al 66% massimo dei docenti di una scuola; sarà poi possibile ottenere la retribuzione per la prestazione di ore aggiuntive di attività (Fondo di Istituto). La percentuale del 66% risulta arbitraria e connessa solo a logiche di “capienza” economica.
Che cosa succederà se, in un collegio dei docenti, i meritevoli saranno il 90%?
E se in un altro i meritevoli saranno solo il 40%?
Si rischia di adottare un modello in cui l'impegno sarà fortemente subordinato all'aspetto economico e la mobilità docente legata solo a parametri economici.
Tralasciamo il discorso della retribuzione del DS la quale rischia di essere fortemente influenzata dal Report di autovalutazione e dal Piano di miglioramento, ipotesi già ventilata più di dieci anni fa quando sembrava che la retribuzione del Dirigente dovesse essere direttamente proporzionale agli esiti delle Prove Invalsi. Allora, ero a Rocchetta Tanaro (bei tempi!) e mi ricordo di avere immediatamente trovato una soluzione (scherzando, ovviamente…): avrei fatto eseguire le prove agli insegnanti (non esistevano ancora gli “osservatori”..!!). È una soluzione che, nella nebbia alessandrina, non potrei, comunque, adottare visto che, in alcuni casi, “l'allievo supera… il maestro "!!
Buone (e non cattive!) feste a tutti
M.T.M


 
 Buona o cattiva scuola, questo il problema
L’attuale anno scolastico sarà ricordato da noi insegnanti anche per i “rumors” provocati dalla ennesima, forse imminente, riforma scolastica denominata dal nostro governo “La buona Scuola”. Un’intitolazione auto celebrativa che ha usurpato il nome di una legge di iniziativa popolare ("per una buona scuola per la Repubblica",2006), dopo ampia condivisione tra gruppi di insegnanti che avevano animato i comitati contro la Moratti, incen-trata su alcuni punti essenziali, in primis la difesa della scuola pubblica e l’aumento della spesa pubblica per la scuola.
Questo titolo tra il target e lo slogan, dovrebbe essere rassicu-rante, ispirare fiducia e ottimismo ma singolare il fatto che una proposta di “riforma” della scuola porti un titolo non burocratico, bensì uno squisitamente ideologi-co. Non sfugge il retrogusto logi-co di questo apparete buonismo: se la scuola “buona” fa crescere il Paese, chi è contro questa “riforma” è, invece, fautore di una scuola cattiva e, quindi, in realtà vuole porsi come ostacolo alla crescita del Paese. Perché all’Ita-lia serve la scuola “buona”? Perché – questa è la risposta – essa “sviluppi nei ragazzi la curiosità per il mondo e il pensie-ro critico. Che stimoli la loro crea-tività e li incoraggi a fare cose con le proprie mani nell’era digitale”! Quindi, l’assunto di par-tenza, per il quale si rende necessaria la riforma, è che la scuola cattiva sinora non è stata in grado di stimolare la curiosità dei ragazzi e lo sviluppo del pensiero critico!?
Ciò che inquieta è la lunga ombra di decenni di “cattiva scuola” che il faro della buona scuola produ-ce intorno a sé. È come quello che ti dice «quel bambino è buo-no, l’altro invece è cattivo» poi, se mai, nella realtà si rivela tutto il contrario.
È come un buon piatto, non è detto che tale sia per tutti. Il fatto è che dentro agli aggettivi qualifi-cativi, buono, cattivo, ci sta tutto e il contrario di tutto. Il profilo della buona scuola tracciato dal governo pare i disegni della setti-mana enigmistica, quelli che unisci con linee i diversi punti e ti viene fuori una figura. Sono dodi-ci i punti segnati dal governo da unire per avere una buona scuo-la. Gli autori sono stati abili nel rivestire ogni concetto di una ver-nice accattivante. Ma basta grat-tare un po’ per ritrovare i luoghi comuni che conosciamo bene.
Delle implicazioni sulla didattica si dice ben poco, come è prevedibile.
Le competenze didattiche non sono richieste, l’importante è saper fare tante cose, il docente duttile prima ancora che flessibile.
L’impostazione di fondo è quella di valorizzare un concetto – di per sé positivo – come quello dell’autonomia scolastica, piegandolo ad una logica di mercato, dominata dall’ideologia della competizione.
Dietro tanto fumo, infatti, le uni-che misure concrete annunciate riguardano lo status giuridico degli insegnanti. L’ideologia della competizione viene instillata nel corpo dei docenti attraverso l’in-troduzione di un nuovo criterio di progressione della carriera degli insegnanti, non più basato sull’anzianità di servizio ma sulla valutazione delle attività svolte da ogni docente.
In questo modo si romperà la – pur sempre precaria – armonia della comunità scolastica. Tutti gli insegnanti saranno messi in competizione fra di loro. Alcuni dovranno prevalere ed altri dovranno necessaria-mente soccombere e
ciascuno avrà necessità di farsi apprezzare, più degli altri, dal dirigente scolastico e dai collabo-ratori di questi! E se non dovesse rientrare tra i migliori, ci sarà un ripescaggio? O un trasferimento in una scuola di docenti giudicati peggiori di lui e dove lui sarà uno dei migliori? Una corsa di tre anni per 60 euro…? La componente emotiva, passionale, l’amore che i docenti trasmettono senza mai stancarsi, ogni giorno, non sono menzionati in questo documento
Ma non basta!!
Chiunque, cittadino italiano, geni-tore, nonno, figlio, nipote, fratello, sorella, lavoratore e non, sogna-tore, sindaco, imprenditore, fosse stato alla ricerca di soluzioni dei complessi problemi della scuola, poteva partecipare fino al 15 novembre alla consultazione.
Affidare una valutazione della scuola a chiunque mi sembra un grave errore, poiché si finirà col parlare di scuola come si parla di calcio: tutti sanno tutto e entrano del merito di gioco, allenamento, partite, prestazioni… I giudizi, poi, sono sempre legati alla tifoseria e al fanatismo.
Spesso la gente giudica la scuola in base al suo vissuto, ai ricordi di insegnanti ritenuti “meritevoli” e che, magari, erano semplice-mente “simpatici” e forse poco preparati. I docenti più professio-nali e seri apparivano invece più severi, agivano con grande discrezione, mettendosi poco in evidenza e lavorando tanto!
C’è il rischio che il sogno della “buona scuola” si trasformi in un incubo, che produrrà soltanto negatività e danni sociali, producendo nei fatti una scuola “cattiva”.
Max

La Buona Scuola… Ci abbiamo pensato?
 
Qualcuno ha risposto al questionario? Sì, no… perché?
Rispondo al questionario? Sì?...No?
Questo è stato per un po’ il dubbio amletico che non sapevo risolvere. Perché? Per le perplessità che la lettura del documento mi aveva suscitato?
Forse… ma soprattutto perché non mi piaceva l’idea di rispondere individualmente e avrei preferito che si fosse attivato un confronto ampio, non solo con le colleghe della mia scuola, come in effetti abbiamo tentato di fare, ma anche con gli altri insegnanti dell’Istituto.
Poveri noi insegnanti! In effetti ci capita un altro documento, tra capo e collo, che si va ad aggiungere a quelli precedenti senza troppi collegamenti evidenti, e ci viene suggerito di dire la nostra. Noi, che siamo sempre alle prese con le emergenze di tutti i giorni, che non sono procrastinabili, fatichiamo a trovare il tempo e le energie per esprimere il nostro parere su un documento che ci riguarda così da vicino.
Eppure, alla fine, terminata la consultazione sulla Buona Scuola, si scopre che le risposte al questionario sono state 100.000, con 15 mila commenti inviati e 3.500 proposte pervenute.
Viene da domandarsi quanti di questi siano stati compilati da insegnanti o da persone che hanno a che fare direttamente con la scuola ogni giorno.
Confesso che, pur avendo avuto a disposizione due mesi, da quando è uscito il documento, mi sono ridotta a compilare il questionario nel tardo pomeriggio dell’ultimo giorno utile.
Allora perché l’ho fatto? Perché credo che sia importante non lasciarci cadere le decisioni dall’alto senza esprimerci e che sia preferibile almeno tentare di dare il nostro parere, anziché limitarci poi a lamentarci che quanto deciso da altri non aiuta a migliorare la scuola.
Certo il primo impulso sarebbe quello di dire: “Ma tanto fanno quello che vogliono! Figurati se tengono conto di cosa posso aver scritto io! Tanto poi a scuola faccio quello che voglio! I documenti passano, si susseguono, a scuola poi mi devo arrangiare io!”
Ma è poi così vero che i documenti succeduti e le decisioni che si sono prese sulla scuola ci hanno consentito di continuare a lavorare come avremmo voluto?
O invece c’è forse stato un progressivo peggioramento delle condizioni in cui ci troviamo a lavorare.
Alla fine, insomma, ho deciso di provare ad esprimere il mio parere perché, con tutti i limiti che il documento ha rilevato, apprezzo almeno che ci sia stata data la possibilità di farci delle domande e tentare delle risposte.
Con ciò non ho esaurito i miei dubbi.
Anna
Personalmente ...
… ho scritto il mio commento sul sito del Ministero, relativo alla “Buona Scuola”:
indipendentemente dalla fede politica, mi premeva che qualcuno nelle “alte sfere” leggesse che trovo dispendiosa, inutile e mal strutturata la somministrazione dei Test Invalsi e che vorrei tornasse l’esame di V elementare, poiché ritengo che sia corretto far provare ai bambini l’esperienza di una difficoltà da affrontare prima dell’adolescenza.

Durante i colloqui con i genitori poche volte ho avuto il piacere di discorrere perché erano troppo impegnati con materie “più importanti”.
Circa 15 anni fa ho avuto questo piacere con una mamma, alla quale, avendomi insultata (ingiustamente), dissi che avrei comunicato per iscritto, in direzione, il suo sfogo.
Mi rispose: “Sa dove può metterselo quel foglio?” FATTO.
Allora ho assunto un atteggiamento più distaccato nei confronti dei genitori e quindi ho comunicato tramite note sul diario.
Anche questa volta è andata “a schifo”: i genitori di una bambina si sono duramente lamentati poiché la figlia non era più serena.
Posso quindi scrivere questa lettera:
Cari genitori,
dedicate più tempo ai vostri figli; non basta dire “comportati bene” mentre salgono sul pulmino oppure “studia” senza controllare… Rimproverateli o prendete dei provvedimenti adatti, nel caso di loro comportamenti sbagliati e abbiate un po’ di riconoscenza verso gli insegnanti che svolgono il loro difficile lavoro…”
Silvana

Cari GENITORI...
quante lettere in 20, 30, 40 anni di servizio avremmo voluto scrivervi… e quante ancora oggi, ogni giorno, vorremmo scrivervi...!
Meditate cari GENITORI!!!
Ma dove sono finiti quei genitori che dicevano:
“Mi raccomando, a scuola, comportati bene e ascolta sempre la maestra!”
Ma dove sono finiti quei genitori che dicevano:
“Beh! Se la maestra ti ha sgridato è perché te lo sei meritato! Ha fatto solo bene!”
Ma dove sono finiti quei genitori che dicevano:
“Quante cose hai imparato, quante belle attività fai a scuola!”
Forse sono una razza in “estinzione” o meglio “già estinta” ancor prima dei dinosauri!!!
Cari GENITORI a voi oggi non interessa più:
che vostro figlio/a si sia inserito bene nel contesto scolastico, che relazioni con i compagni e le insegnanti, che si comporti bene a scuola rispettando non solo i pari ma anche e soprattutto gli “adulti della scuola”, che lavori con impegno e interesse, che dimostri piacere e soddisfazione nel “fare attività”...
Purtroppo a voi oggi interessa solo...
- come, quanto e cosa ha mangiato mio figlio?...
(non certo perché convinti della necessità di una sana ed equilibrata educazione alimentare...ma solo perché pagano il “buono pasto”)
- come mai mia figlia non ha bicchiere ed asciugamano?...
(senza verificare che la bambina, di quasi 6 anni, in tre anni di scuola dell'infanzia non ha ancora imparato a sistemare le proprie cose in corrispondenza del proprio contrassegno con in più...un tono accusatorio come se le insegnanti a casa, facessero la raccolta di bicchieri e asciugama-ni!...rubandoli ai bambini!)
- è arrivato senza “corredino” venerdì, come mai?...
(senza accorgervi che a furia di “sballottare” i figli in più istituzioni scolastiche, forse, il corredino, il bambino l'ha dimenticato nell'ultima scuola frequentata nella giornata ovvero il doposcuola privato post- scuola dell'infanzia)
CHE AMAREZZA!!! (come dice Cesare dei Cesaroni)
Siamo ormai allo sfascio più totale....
i principi...i valori...il rispetto...l'umanità...non esistono più!
Noi insegnanti invece di educare ed istruire i bambini e i ragazzi dobbiamo innanzi tutto “civilizzarli”...poi...solo dopo questo immane sforzo si può pensare ai programmi, alle U.d.A., ai progetti!!!
Perché sentiamo solo sempre dire dai vostri figli:
“Voglio, Voglio, Voglio oppure Non Voglio!”  (ovviamente con tono capriccioso e prepotente)
Perché anche voi genitori ci dite solo sempre:
“Voglio, Voglio, Voglio o non Voglio?”
Ma nessuno in passato, anche per una sola volta, vi ha mai detto:
“L'erba voglio non esiste neanche nel giardino del re!”
MEDITATE CARI GENITORI...MEDITATE!

Da insegnanti che...alcune alla soglia della pensione
(fortunate loro!)...altre purtroppo no...
sono sempre più amareggiate, sconsolate e deluse
da un'utenza che ha solo diritti e mai un dovere!!!
L'ottimismo è il sale della vita...(diceva qualcuno)
confidiamo allora in TEMPI MIGLIORI!

Mondo semplificato o complessità del reale?

Vogliamo vivere in un mondo semplificato?
Bene accomodiamoci, immaginiamo un grande spazio delimitato da una robusta recinzione, sulla porta d’ingresso campeggia la scritta “DICOTOMIE”; all’interno persone, idee, convinzioni rigorosamente separati con un filo spinato, questo termine è stato scelto per un ben preciso motivo, a dopo la spiegazione.
Da un lato abbiamo tutto il negativo, dall’altro tutto il positivo, nel dettaglio buoni-cattivi, belli - brutti, simpatici - antipatici, bianchi - neri, etero-sessuali - omosessuali, laici - credenti, potrei continuare all’infinito, ma, nel rispetto della vostra pazienza, mi fermo.
Chi sarà l’ente che ha progettato questo spazio e, soprattutto, con quale criterio, per quali fini e in quali condizioni gli esseri umani si lasciano così facilmente sedurre da questa categorizzazione totalizzante?
Ci vorrebbero competenze e conoscenze pluridisciplinari per rispondere a questi interrogativi, io non le posseggo, suggerisco pertanto una mia, forse discutibile, interpretazione.
Ritengo infatti che esista un collegamento tra criterio – obiettivo – condizionamento sociale, ben chiaro nella mente pensante e qui compare il paradosso: è una mente che offre il pensiero semplificato alla società, è vero, ma è una mente che PENSA e anche bene, con logica sottile, capacità critica e raffinate abilità nell’individuare le calamite sociali che attraggano, livellino, semplifichino ed evitino la fatica di pensare.
Per ragionare bene è importante diffidare degli automatismi, dei pregiudizi e delle euristiche, scorciatoie di pensiero che ci consentono di giungere a delle conclusioni senza ana-lizzare a fondo i problemi, stra-tegie rapide ed economiche per il cervello.
Ora la simbologia del filo spinato; un filo che blocca, che fissa e che cristallizza le dicotomie, le spine fanno male, pungono, sono dissuasori efficaci nel caso fossimo tentati di scoprire l’altra realtà che potrebbe non essere così semplice, così lineare e così rassicurante perché capace di confermare le nostre convinzioni, anzi con il rischio, invece di attivare la dissonanza cognitiva *.
Ecco la spina che rende impermeabili le barriere: il cambiamento infatti richiede riflessione, analisi rigorosa, coraggio, spirito innovativo, umiltà nel riconoscere che il nostro modo di considerare le persone, l’ambiente, le intera-zioni professionali e i rapporti sociali spesso sono contami-nati da giudizi affrettati, ridutti-vi ed escludenti.
Torniamo al termine DICOTOMIA che ne richiama un altro: etichetta e qui mi soffermo sulla polarità buono - cattivo, intanto non esiste il buono assoluto e il cattivo assoluto come categoria mentale e, inoltre, non è possibile con un unico aggettivo rendere ragione della dimensione umana, della molteplicità del reale e della complessità sociale.
Le etichette servono per distinguere prodotti e merci, l’essere umano non è un barattolo di marmellata o una confezione di biscotti con relativa scadenza.
SONO UN UOMO
Non un consumatore,
non una striscia pedonale e non mi va di essere calpestato,
non un’eco che sa solo ripetere,
non un’oca che galleggia in certi pro-grammi e siti,
non una nuvola che cambia ad ogni refolo di vento, non un pesce morto portato dalla corrente.
SONO UN UOMO
Non voglio sciuparmi.
Pino Pellegrino
Un uomo da non sciupare, da non imprigionare con un asettico aggettivo, da non ridurre a mera etichetta che ne soffochi la straordinaria ricchezza interiore e l’insondabile mistero
Esempi di DICOTOMIE e tante domande.
SCUOLA BUONA - SCUOLA CATTIVA
È buona la scuola che seleziona in base a prestazioni omologanti e “recinta ogni difficoltà in disturbo?”.
È cattiva la scuola che, consapevole della sua grande responsabilità educativa, sa accompagnare la persona-alunno attraverso un processo di insegnamento - apprendimen-to ritmato dai termini relazione – empatia – competenza pedagogica e disciplinare evitando recinti, isole e livellamento?
O viceversa?
BAMBINO BUONO - BAMBINO CATTIVO
Il bambino buono è quello modellato su standard di comportamenti che scambiano l’adesione passiva e superficiale alle convenzioni sociali per bontà? Il bambino consenziente che dice sempre “sì” ma che non sa porgere aiuto ad un compagno in difficoltà? Il bambino che non disturba, non si muove se non a comando, un bambino trasparente, finto, di plastica?
Il bambino cattivo è quello visibile e timbrato soltanto per i suoi insuccessi e, mai per le sue capacità? È il bambino irrequieto perché non sa manifestare in modo diverso la sofferenza nel sentirsi giudicato, escluso, spesso marchiato con la frase terribile: “Sei sempre il solito”?
Lui naturalmente entra nella parte del sempre il solito, è la profezia che si autoavvera e così il giudizio dell’adulto è confermato pienamente, si sa gli adulti non sbagliano mai.
Il bambino cattivo è quello che riesce a proiettarsi nella realtà e a coglierne le eventuali incongruenze, che sa soccorrere un amico dimostrando di essere un bambino vero?
O viceversa?
Concludo con il termine
NORMALITÀ, anche questa parola è afflitta da pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni; la normalità spesso è definita attraverso categorie restrittive, dai confini netti e ben delineati tali da non lasciare intravedere le mille luminose e straordinarie sfaccettature del reale e chiude, talvolta in modo perentorio, i nostri discorsi: “Non è normale”
Parola-cancello
"Nonna cosa vuol dire
un bambino normale?"
"C'era una volta"
rispose la nonna,
"un signore orgoglioso e potente.
Fece un giardino di rose
le più belle del mondo
e la durezza di un muro
teneva il mondo lontano.
Bussarono al suo cancello
trifogli e violacciocche
papaveri e ranocchie
e un bastardino strabico e allegro
e mille erbe curiose.
Non poterono entrare
'normale' è una parola-cancello..."
Mario Bolognese
Cerchiamo dunque di farci pungere dal filo spinato entrando nello spazio delle dicotomie per conoscere meglio gli altri, noi stessi e il mondo: cerchiamo di forzare con determina-zione, il cancello per godere della variegata bellezza e dell’inebriante profumo di altri fiori: occorre avere un pensiero il più lungo e il più largo possibile, lungo nel tempo, nel futuro e largo nello spazio delle DIFFERENZE e delle ALTERITÀ.
Grazie per l’attenzione e Buon Natale
Silvana Alessandria

*Dissonanza cognitiva: “Concetto introdotto da L. Festinger per descrivere la condizione di individui le cui credenze, nozio-ni, opinioni contrastano tra loro … può nasce-re per l’ esperienza passata che ha creato convinzioni che mal si accordano con nuove esperienze… la dissonanza si riduce attraver-so il mutamento della propria opinione e del proprio comportamento:” (DIZIONARIO di PSICOLOGIA –Galimberti).

DICOTOMIE
A ragionar per dicotomie “bello e brutto”, “buono e cattivo” si finisce spesso a parlar di luoghi comuni o a generalizzare così tanto il discorso da renderlo inconsistente e quindi tedioso. Cos'è il bello? Il rispetto di certi canoni di forma e proporzionalità di rinascimentale memoria? E allora l'arte contemporanea? (certo non tutta, ma...) Il kalòs greco che reca con sé un'idea insita di bontà? (aiuto, sento già intonare il controcanto della morale oppressiva di certe epoche tristemente note) o il tanto sbandierato De gustibus non est disputandum, o per dirla in chiave più moderna There's no accounting for taste? Ragionamenti sofisticati, involuti, certamente raffinati. Rimane il problema dei parametri, dei criteri di riconoscimento.
Personalmente non ho contributi originali da apportare al discorso, ma un semplice filo conduttore che spesso guida le mie scelte: bello e buono non sono in senso assoluto ma assurgono a valori fruibili quando svelano, dichiarano o semplicemente rischiarano qualcosa di profondamente umano, di umanamente insito. Umano troppo umano... (oddio, forse non è la citazione giusta, o forse sì?)
L.B.

Cibo per la mente
 
Law Nolte Doroty - I bambini imparano quello che vivono - Editore Rizzoli
In questo saggio si approfondisce quanto il nostro modo di comportarci ed agire, comunicare ed essere influenza la formazione dei valori e dei sentimenti che il bambino svilupperà nella sua crescita. Consigliato a tutti, grande spunto di riflessione.
 
I bambini imparano quello che vivono
I bambini imparano ciò che vivono.
Se un bambino vive nella critica impara a condannare.
Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire.
Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.
Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi.
Se un bambino vive nell'accettazione e
nell'amicizia impara a trovare l'amore nel mondo.

Sara Rattaro - Non volare via - Garzanti 2013
La famiglia: un nucleo che resiste alle sfide della vita.
L’unione familiare supera la fuga del padre dalle sue responsabilità, le ansie e le insicurezze di una mamma, che ha sacrificato tutto per i figli, i turbamenti di una ragazza adolescente e, soprattutto, la sordità dell’ultimo nato: Matteo.
Questa è la storia di un amore grande ed imperfetto, come quelli che si vivono nella realtà quotidiana, in cui si fondono sentimenti, colpa e perdono.

Bruno Bettelheim - Un genitore quasi perfetto - Saggi/Feltrinelli
Conosciutissimo saggio su come creare una comunicazione costruttiva con i propri figli , interessante per aumentare nei genitori la consapevolezza del loro approccio educativo.

A.A.V.V. - La scuola in giallo - Sellerio editore Palermo, 2014.
7 racconti gialli ambientati nel mondo della scuola.

Franco Lorenzoni - I bambini pensano in grande -cronaca di una avventura pedagogica - Sellerio editore Palermo.
È il racconto di un anno di vita di una quinta elementare del piccolo paese umbro dove insegna l’autore, fondatore della casa laboratorio di Cenci.

Refrancore: "L'inutile massacro" mostra itinerante sulla Grande Guerra

In occasione del centenario, il comune di Refrancore, in collaborazione con l'ISRAT (Istituto per la storia della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Asti) organizza sabato 29 novembre all ore 16:00 presso il teatro parrocchiale,  una giornata dedicata al tema del "Non interventismo e pacifismo durante la Prima Guerra Mondiale", interverranno il Dott. Alberto Castelli dell'Univesrità di Ferrara e Mario Renosio direttore scientifico dell'ISRAT.
In tale occasione verrà inaugurata la mostra itinerante curata dall'ISRAT "L'Inutile massacro", che sarà disponibile fino al giorno 8 gennaio 2015.

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Scadenze per la stesura del PEI - PDF a.s.2014-15

Documentazione specifica per alunni disabili: SCADENZE PER L'ANNO SCOLASTICO  2014 – 2015
  Entro il 15/12/2014:

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Saluto alla Prof. Bianca Berruti che va in pensione

Il Dirigente scolastico ed i colleghi  salutano  la Prof. Bianca  Berruti   che dal 1 settembre va in pensione, dopo 42 anni di servizio.  Il saluto delle colleghe  A Bianca Berruti per il suo pensionamento

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Incontro sulle "Indicazioni Nazionali" - Materiali

La scuola delle competenze

“Proporre compiti complessi, nuove sfide, problemi aperti a soluzioni non univoche...”.

Leggi tutto: Incontro sulle "Indicazioni Nazionali" - Materiali

Incontro sulle indicazione Nazionali 2012

- Cosa cambia con le Nuove Indicazioni?

- Cosa significa attuare una didattica per competenze?

Leggi tutto: Incontro sulle indicazione Nazionali 2012

Screening logopedico 2014

Si comunica che il 30 aprile prenderanno il via le attività di screenig logopedico inserite nel proogetto di prevenzione delle difficoltà di apprendimento.
Si allega il calendario degli interventi nelle scuole e  la modulistica aggiornata .

Per informazioni sul progetto Attività di screening logopedico (2)

Accesso gratuito ai musei statali

A richiesta dei docenti interessati  la segreteria produce un documento che consente l'accesso gratuito  ai musei statali ai sensi del decreto del 19/02/2014. in applicazione della legge 8/11/2013 n. 128


Linee guida per l'integrazione degli alunni stranieri

Il 19 febbraio 2014 il Ministro ha firmato  il testo delle nuove “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”

Leggi tutto: Linee guida per l'integrazione degli alunni stranieri

Domande di mobilità a.s.2013/14

Emanata l’O.M. n.32 del 28 febbraio sulla mobilità del personale scolastico.
Le domande vanno presentate obbligatoriamente  via web utilizzando l’applicazione”istanze on line”  entro i seguenti termini: personale docente: dal 28 febbraio al 29 marzo per il personale docente;  dall’11 marzo al 9 aprile per il personale ATA.

Leggi tutto: Domande di mobilità a.s.2013/14

Assenze per visite specialistiche

La legge 125 del 30/10/2013 introduce alcune novità per  le assenze dal lavoro dovute a visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici.

Leggi tutto: Assenze per visite specialistiche

Sportello INPS - Gestione pubblica (ex INPDAP)

A conclusione dell'integrazione organizzativa e logistica delle funzioni e dei servizi ex INPDAP in un'unica Direzione provinciale INPS, lo sportello d'informazione e consulenza della Gestione Pubblica ex INPDAP è stato trasferito  nei locali INPS di via Rosselli, 22 - sportello n. 2
Orario:  tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30.
Telefono: 0141 591111 centralino
Fax: 0141 591266
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Infolio - anno X n.1

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Corsi on line sull'uso di software didattico gratuito

I docenti possono usufruire gratuitamente di corsi on line sull'utilizzo dei più popolari software open source  attraverso la piattaforma TEACHMOOD.

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Corso di Formazione " Comunicare..."

"Comunicare meglio a scuola: le abilità di counselling per gli insegnanti". 
Il corso è tenuto dal prof. Mauro Doglio dell'istituto Change di Torino, presso la biblioteca scolastica"A Chiappino" a Rocchetta Tanaro. Offre spunti di riflessione e strumenti operativi per migliorare le comunicazioni a scuola . 

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Corso "Pensare pedagogico in ICF"

L’Ufficio Scolastico Territoriale di Asti – Ufficio Sostegno alla Persona in collaborazione con il Comune di Asti – Servizio Istruzione - organizza la seconda edizione del Percorso di Formazione PENSARE PEDAGOGICO in ICF PER PROGETTARE E REALIZZARE L’INCLUSIONE SCOLASTICA DI CIASCUN ALUNNO – Dimensioni dell’ICF per il PEI e PDP.

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Inizio anno scolastico

Causa differimento nomine docenti di scuola primaria a lunedì 2 settembre, il Collegio Docenti viene rinviato al 3 settembre. Lunedì 2 settembre i docenti saranno impegnati nella progettazione organizzativa di plesso  dalle 9,30 alle 12,30
In allegato il calendario degli impegni per la prima settimana di settembre

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Questionario di autovalutazione docenti

Si pubblica la sintesi dellle risposte dei docenti dell'Istituto comprensivo al questionario per l' autovalutazione  e miglioramento dell'istituto.

Link alle risposte del  questionario di autovalutazione



 

CrucInfolio

Torna Infolio - il giornale degli insegnanti per gli insegnanti - in versione estiva: CRUCInfolio 
 In questo numero:
  • Cruciverba
  • Crucipuzzle
  • Ritratti ( da indovinare!)
  • Mi ricordo...un gioco
  • Cibo per la mente:  preziosi suggerimenti per la lettura 
  • Inserto speciale: GI-OCA,   IL GIOCO DELL'OCA della scuola ideato dalla redazione di Infolio con la preziosa collaborazione di Luciano Rosso. 
Infolio e GI-OCA, pubblicati nella sezione  DOCENTI --->ORGANIZZAZIONE --->INFOLIO, possono essere scaricati direttamente da qui:
Infolio ed. estiva 2013, 
GI-OCA - il gioco dell'oca della scuola 
GI-OCA : versione stampabile con fondo bianco


Questionario autovalutazione

Autovalutazione d'Istituto 
E' stato predisposto un questionario di autovalutazione dei docenti con lo scopo di raccogliere e far propri i suggerimenti e le proposte  per valorizzare i punti di forza e ridurre i punti di debolezza per il prossimo anno scolastico.
Questionario autovalutazione docenti

Riservato ai docenti dell'istituto Comprensivo di Rocchetta Tanaro.