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Perché è questo la scrittura:

un segno che chiama

il pensiero

e la lettura

è il pensiero che risponde.

(R. Piumini)

 

... partendo dalle parole (scritte o raccontate), si cerca di portare all’entusiasmo per la lettura e alla conoscenza di diversi tipi di linguaggio  (lettura individuale, lettura animata, giochi di parole, drammatizzazione, fumetti, musica, teatro delle marionette e dei burattini, ecc. …)

punto elenco

approfondire l’interesse ed il piacere alla lettura.

punto elenco

acquisire una corretta strategia di lettura (ad alta voce, silenziosa, espressiva, ecc. …)

punto elenco

ascoltare con attenzione le spiegazioni, le narrazioni e le letture svolte dall’insegnante comprendendone il significato globale.

punto elenco

accrescere la competenza linguistica.

punto elenco

arricchire le competenze nell’uso delle tecniche  grafico - pittoriche e plastiche.

punto elenco

saper comunicare attraverso l’utilizzo del linguaggio mimico-gestuale.

 

volàno

Le differenti strategie cognitive, gli stili di apprendimento di ciascun bambino, le situazioni culturali, esperienziali e linguistiche delle famiglie d'origine fanno sì che vi siano all'interno della stessa classe, diversi livelli prestazionali.

Quando il divario ha segno negativo, rischia, nel corso degli anni, di diventare più evidente e difficilmente superabile ed è necessario che la scuola intervenga quanto più precocemente ed efficacemente possibile.

A volte si tratta semplicemente di bambini con ritmi di apprendimento disomogenei rispetto ai compagni che necessitano di un'attenzione particolare e di interventi individualizzati e mirati, in altri casi si possono constatare difficoltà derivanti da particolari condizioni familiari, scarsità di stimoli o basse aspettative nei confronti della scuola.

É necessario predisporre per questi alunni percorsi specifici, lavori a piccoli gruppi e talvolta ritagliare momenti di "tempo dedicato": interventi svincolati dal tempo scuola del gruppo-classe.

A tale necessità da alcuni anni si è fatto fronte con una serie di interventi di recupero e approfondimento in orario pomeridiano extrascolastico.

Se fossi un pezzo degli scacchi

Sarei un cavallo bianco, potrei

Gli avversari scavalcare

A fare scacco andare

(Irene)

 

Sarei un alfiere e il mio scopo sarebbe andare a fare scacco matto.

Sarei nero, sarei il manager privato del re e consigliere della regina.

Sarei fiero di andare in diagonale, la mia vicina sarebbe simpaticissima (la Torre)

(Luca)

 

Sarei una regina bianca: inizia per prima, si può muovere in tutti i posti e ha più possibilità di mangiare

(Dalila)

 

 

scacchiSe fossi un pezzo degli scacchi...

Sarei una regina nera,

potrei andare in ogni direzione

avere massimo rispetto e potere sulla scacchiera

Farei scacco! La mia magia: portare via l’allegria!

(Alessandra)

 

Vorrei essere un pedone nero:

nero perché non vorrei essere sempre il primo ,

pedone perché vorrei andare sempre avanti per diventare una regina.

Mi piacerebbe mangiare in obliquo.

Scacco!

(Mario)

 

Vorrei essere una regina nera per muovermi in tutti i modi

con lo scopo d proteggere tutti gli altri pezzi e mangiare tutti  bianchi

(Davide)

 

Vorrei essere un nero alfiere

e farei lo scacco del barbiere

(Francesca)

 

Sarei una regina bianca per muovere per prima, potrei muovere dappertutto e non molto spesso farei una “carneficina”

(Andrea)