Istituto Comprensivo di Rocchetta Tanaro

Infolio

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Lezione frontale

Alessandria, liceo Galilei, aula magna, giovedì 17 febbraio 2005, ore 21 Margherita Hack  parlerà di Origine ed evoluzione dell’universo.

Ci sono 240 posti a sedere, la gente  entra,  affluisce senza interruzione, occupa le sedie, riempie il corridoio centrale, lo spazio sotto il palco, l’atrio, i vani delle uscite di sicurezza, si addossa alle pareti.

Intorno alle 20:40 temo che il pubblico sia già vicino al migliaio.

È un delirio: ci sono persone in tutti gli interstizi. Ogni tipo umano, i ragazzi del liceo, quelli dell’università, capelli lisci, ricci, rasta, orecchini e sciarpe, genitori con figli, gente della mia generazione, fragili donne con cappelli incredibili, capelli grigi portati con naturalezza, uomini anziani dalle facce attente, belle signore con le gonne e le scarpe giuste, interi allevamenti di visoni, insegnanti (quelli li vedi, li usmi da lontano, per chi è del mestiere bastano pochi indizi : l’astuccio estratto dalla borsetta, l’agenda, i blocchi estemporanei  per gli appunti…) .

Correttissima alle 21:10 entra la Hack.

È  anziana decisamente, un po’ accartocciata,

T- shirt e pantaloni neri , lo stile Duras  applicato all’astrofisica.

Poche frasi d’introduzione da parte degli organizzatori, stante la situazione, ci intimano di ascoltare fermi, zitti e buoni, non ci sarà spazio per il dibattito “ In queste condizioni non si può assolutamente” anzi alla fine ci diranno anche di  “sfollare con ordine” come alle manifestazioni.

A questo punto una piccola nemesi delizia i presenti : lo stendardo, alle spalle del palco, cade (sostegno di ottone  compreso ) sulla sedatrice di folla che ci aveva intimato il  “muti e rassegnati”.

“ Anche noi abbiamo avuto il nostro piccolo big-bang” esclama la Hack, risata liberatoria e poi via.

Siamo nello spazio, guardiamo il passato attraverso la macchina del tempo degli anni-luce,

circondati dalla forza oscura, vediamo meteoriti arrivare, pianeti allontanarsi.

Galassie, nebulose e nubi cosmiche.

Con passione e linguaggio chiaro, diretto , ci distilla centinaia di anni di scoperte, spiana la

mappa, dipana le teorie.

Ascolto assoluto.

Lezione frontale, certo, però…

Avere ed essere.

Avere delle cose da dire, essere capaci di dirle.

Possedere la padronanza dell’argomento, tenere l’ascoltatore  agganciato, rispettare l’altro (quello che non sa), credere infine che quello che stai facendo ha valore.

Così funziona.